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Usa, Trump avverte Teheran: "Accordo o sarà il caos". Al via i colloqui di Islamabad.
Ieri 10-04-26, 20:56
Donald Trump torna ad alzare il tiro con l'Iran alla vigilia del primo round di colloqui in Pakistan. Teheran "sta facendo un pessimo lavoro, disonorevole per alcuni, nella gestione del passaggio del petrolio lungo lo Stretto di Hormuz. Non è questo l'accordo che abbiamo" ha tuonato il presidente Usa, minacciando la ripresa degli attacchi. "Stiamo caricando sulle navi le migliori munizioni, le migliori armi mai realizzate, persino migliori di quelle che abbiamo impiegato in precedenza, con le quali li abbiamo fatti a pezzi", ha affermato il tycoon minacciando di utilizzare la forza "in modo molto efficace" qualora non si giungesse a un'intesa. La certezza, per Trump, è che gli iraniani "non sembrano rendersi conto di non avere alcuna carta da giocare, se non un ricatto a breve termine nei confronti del mondo, attuato utilizzando le vie d'acqua internazionali". Anche il vicepresidente JD Vance, che guiderà la delegazione statunitense in una Islamabad blindata, pur dicendosi convinto sull'esito "positivo" mette comunque in guardia gli ayatollah dalla soglia dell'Air Force Two: "Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede, noi siamo certamente pronti a tendere la mano. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che il team negoziale non sarà così disponibile". Nella squadra Usa, anche l'inviato speciale Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushmer. Secondo il Washington Post, gli Stati Uniti intendono chiedere all'Iran il rilascio di almeno sei cittadini americani detenuti nel Paese. I negoziati comunque si concentreranno principalmente su due dossier urgenti: la riapertura in sicurezza dello Stretto di Hormuz e il consolidamento del cessate il fuoco attuale che resta fragile. Si partirà dunque dalla trattativa fra il piano in 15 punti Usa e da quello a 10 punti iraniano. Intanto, i raid israeliani sul Libano continuano. Il capo di Stato Maggiore dell'esercito, il tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che i combattimenti contro Hezbollah rappresentano la zona di combattimento principale. Sul piano negoziale, tuttavia, emergono segnali di movimento. Il primo incontro in presenza tra Israele e Libano si terrà martedì presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, secondo quanto riportato dal Times of Israel che cita un funzionario Usa, alla presenza dell'ambasciatrice libanese a Washington Nada Hamadeh-Moawad, dell'ambasciatore israeliano Yechiel Leiter e dell'ambasciatore statunitense a Beirut Michel Issa. Secondo fonti citate dalla Cnn, gli ambasciatori dei tre Paesi tengono oggi a Washington un primo ciclo di colloqui preparatori. L'emittente riferisce inoltre di una telefonata tesa avvenuta ieri tra Trump e Benjamin Netanyahu sulla questione libanese: il premier israeliano avrebbe compreso che, se non avesse richiesto colloqui diretti con Beirut, il presidente Usa avrebbe potuto procedere unilateralmente alla dichiarazione di un cessate il fuoco.
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