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Via alle pratiche per togliere l'immunità a Ilaria Salis: adesso rischia davvero
24-01-2025, 11:45
È partito l'iter per togliere, o mantenere, l'immunità a Ilaria Salis. La questione è stata affrontata ieri per la prima volta nella commissione giuridica Juri del parlamento europeo. La riunione era a porte chiuse. L'audizione dell'eurodeputata, in cui l'ex detenuta di Budapest potrà esporre le sue ragioni, si terrà probabilmente a metà febbraio, il 13, il 17 o il 18. La procedura è stata aperta per la valutare la richiesta di revoca avanzata dall'Ungheria che vorrebbe poter continuare il processo a suo carico. Procedimento che si è interrotto grazie all'elezione al parlamento europeo, una trovata della coppia Fratoianni-Bonelli, i leader di Avs che l'hanno fatta approdare al gruppo The Left di Bruxelles. Il relatore a cui è affidato il compito di redarre il documento che verrà sottoposto all'Aula dell'europarlamento è Adrian Vázquez Lázara del Ppe. Occorre ricordare che l'eventuale revoca dell'immunità non comporterebbe la decadenza dalla carica ma solo la possibilità di riprendere il processo a suo carico, accusata di lesioni e di appartenere alla cosiddetta «Banda del Martello». Ieri il relatore ha sottolineato che i fatti risalgono a prima dell'elezione. Di base non ci sarebbero estremi per difendere l'immunità, che può essere protetta solo in caso di procedimenti che concernono opinioni o voti espressi nell'esercizio delle funzioni o in caso di fumus persecutionis, ossia laddove vi sia un intento sotteso al procedimento di impedire un libero espletamento della funzione parlamentare, ledendo così lo stesso parlamento. Ma la Salis non era deputato, non era una politica, non era nemmeno candidata. A supporto di questa tesi c'è il precedente del catalano Puidgemont. E sarebbe quanto ha sottolineato anche Raffaele Stancanelli (Lega), che ha auspicato di non inscenare un caso politico. Degli italiani erano presenti anche Furore (M5S) e Mantovani (FI).
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