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Famiglia nel bosco, "finalmente sta accadendo": la svolta grazie al padre?
Oggi 15-03-26, 03:45
Se c’è una strada per risolvere l’intricata vicenda della “famiglia del bosco” passa per Nathan Trevallion. L’abbiamo detto, l’abbiamo supposto, l’abbiamo persino letto tra le righe delle ordinanze del tribunale dei minori dell’Aquila: però adesso, a chiarirlo, a Fanpage, è Tonino Cantelmi, lo psichiatra che è anche consulente di parte della coppia anglo-australiana di Palmoli. «Finalmente si sta realizzando la riunificazione di questa famiglia», spiega, «un progetto condiviso con le istituzioni». Sì, perché è un punto fondamentale in questa gimcana di atti e misure, di polemiche e commenti (magari anche a sproposito), iniziata (appunto) con un provvedimento della magistratura e che deve finire (è la legge) nello stesso modo. «Nell’interesse dei minori» coinvolti, come ripetono le autorità giudiziarie e come sottolinea anche Cantelmi per il quale, oramai, la possibilità che i due piccoli gemellini di sette anni e la sorellina di Vasto si riuniscano assieme a dad Nat è più vicina che mai. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46788920]] Attenzione, però. A lui, al 51enne britannico papà di questa famiglia neorurale. Nona Cartherine Birmingham che, invece, da una settimana è stata allontanata dai suoi figli. «Si vogliono evitare contrapposizioni alla luce del malessere dei bimbi», puntualizza il professionista, «che oramai è eccessivo. Sono traumatizzati da quello che è successo. Quando li ho incontrati erano con la madre e il cucinotto e in quel contesto stavano bene, ma fuori dai legami familiari il disagio è troppo. Oramai è impossibile da ignorare anche per le istituzioni». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46774143]] Ne ha parlato la garante dell’infanzia Marina Terragni che giovedì era in visita alla casa protetta di Vasto nella quale i tre ragazzini sono ospiti dal 20 novembre scorso, lo hanno confermato esperti, lo ha intuito il semplice senso comune che sta seguendo questa storia con sempre più apprensione: non è un caso che, nei dì passati, Nathan sia andato a vedere una casa che il Comune di Palmoli gli metterebbe a disposizione poco distante dal casolare nel quale ancora stanno il cavallo Lee e l’asino Gallipoli; non è un caso che lui in persona abbia chiesto ai tanti che gli stanno mostrando solidarietà di non manifestare sotto le finestre della comunità per non complicare la questione; non è un caso nemmeno che, nell’ultimo periodo, abbia cercato di riprendere in mano le redini spiegando alla moglie che «o fai come dico io o me li riprendo da solo». «Speriamo che venga rivista anche la figura della madre», chiosa semmai Cantelmi, «sarà il tribunale a pronunciarsi si questo e sulle modalità di incontro». Fatto sta che, per il momento, pare esserci, ed era ora, «un obiettivo comune che va oltre le contrapposizioni di questi mesi».
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