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Estero Europa
Follia Ue, nuovo piano verde contro la crisi: come ci rovinano
Oggi 20-04-26, 02:53
Un giorno di telelavoro obbligatorio, trasporti pubblici più economici e una riduzione diffusa dei consumi, dal riscaldamento alle trasferte: l’esecutivo comunitario di Ursula von der Leyen si prepara a svelare il 22 aprile il suo mix di incentivi mirati e proposte per affrontare la ventilata crisi energetica. L’idea è di suggerire ai Paesi membri una “economia del comportamento” che si concretizzerà in una serie di raccomandazioni. Il segnale più immediato è almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana rispolverando gli obblighi imposti durante il Covid. Dirottare i consumi dal petrolio al gas e incentivi a chi consuma nei momenti di picco delle energie rinnovabili (solare e vento). L’intento è favorire spostamenti con mezzi pubblici invitando i Ventisette a ridurre le tariffe di bus e metro fino alla gratuità per le fasce più fragili, mentre le città dovrebbero trasformarsi in veri laboratori tra Ztl, giornate senz’auto e spinta alla mobilità elettrica. Modesto dettaglio: con appena circa 5,3-6 milioni di auto elettriche circolanti nel Vecchio Continente (dati Eurostat 2025) vorrà dire lasciare a piedi quasi l’80% dei cittadini. Da Bruxelles si vorrebbero modificare le abitudini quotidiane: meno riscaldamento, meno sprechi, consumi spostati fuori dalle ore di punta. A cominciare dalle amministrazioni pubbliche. Luci spente e uffici illuminati con sistemi ad alta efficienza. La bozza arriva fino alle caldaie domestiche: l’invito è restare sotto i 50 gradi. Sul fronte sociale, Bruxelles prova a tenere insieme rigore e protezione con voucher mirati e, se necessario, e prezzi regolati. E intanto punta sul lungo periodo con leasing agevolato per tecnologie verdi, incentivi per sostituire vecchi elettrodomestici. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47328560]] Per fare fronte al traffico aereo Von der Leyen invita a ridurre «i voli quando possibile, puntando su alternative meno dispendiose in termini energetici». Assicurando che «non ci sono indicazioni di una carenza sistematica di carburante tale da provocare cancellazioni su larga scala», ha garantito Palazzo Berlaymont che sta già monitorando l’andamento con l’Agenzia internazionale dell’energia. Il direttore dell’Aie, Fatih Birol, mette le mani avanti: in caso di interruzioni prolungate delle forniture il nostro continente potrebbe ritrovarsi con riserve di carburante per aerei sufficienti per appena «sei settimane». Intanto il commissario Dan Jorgensen ipotizza la condivisione delle scorte di jet fuel tra i Ventisette.
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