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Il Ruanda ci offre un centro per i migranti
Oggi 09-08-26, 08:32
Kigali conferma: si tratta con Roma. La portavoce del governo ruandese, Yolande Makolo, ha detto all’agenzia Efe che i colloqui sono a uno stadio iniziale e che un accordo ancora non c’è. L’ipotesi sul tavolo ha un nome e un indirizzo: un centro Etm, che funziona cioè con il Meccanismo di transito d’emergenza, a Gashora, una ventina di chilometri a sud della capitale. Istituito nel 2019 con una partnership fra governo ruandese, Unione africana e Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), il centro è finanziato da Bruxelles con 34,5 milioni e dalla Norvegia. L’idea venne al presidente Paul Kagame nel 2017 quando si offrì di accogliere fino a 30mila persone bloccate in Libia dopo le immagini dei migranti venduti all’asta. La struttura, da 700 posti, serve ad assistere e reinsediare, rimpatriare o integrare sul territorio. Delle 3mila persone passate da lì, 2.681 sono state reinsediate. Da mercoledì ne sono arrivate altre 177: sudanesi, eritrei, sudsudanesi, etiopi, somali. Finora Gashora ha funzionato in un senso solo: si entra dall’Africa, si esce verso l’Europa o il Nordamerica. Roma propone il percorso inverso. Il 4 agosto, al Consiglio straordinario dei ministri dell’Interno Ue convocato a dopo Ceuta, Matteo Piantedosi ha chiesto di aprire nel 2027 i return hub: centri fuori dall’Ue dove trasferire chi ha ricevuto un provvedimento definitivo di rimpatrio, gestiti da piùStatimembri e pagati da Bruxelles. Sostengono la proposta Danimarca, Austria e Paesi Bassi e con Ruanda, Uganda e Ghana hanno già preso contatti BerlinoeCopenaghen. Dalla Commissione filtra disponibilità prudente, ma sui soldi, per ora, nulla. C’è poi il precedente britannico, che riguardava però un’altra cosa. Nel 2022 il primo ministro Boris Johnson propose di trasferire in Ruanda i richiedenti asilo arrivati con i barconi nella Manica perché lì fosse esaminata la loro domanda: non un rimpatrio, ma un trasloco della procedura. Nel 2023 la Corte suprema lo bloccò, giudicando che il Ruanda non offriva garanzie sufficienti contro i rimpatri sommari. Makolo ha detto che le critiche ci saranno sempre e che il Ruanda lo fa «per le ragioni giuste». L’incognita è se il nuovo meccanismo funzionerà: l’Unhcr scrive cheaGashora l’integrazione locale è prevista, ma nessuno l’ha mai chiesta. «Veniamo in Ruanda per andarcene, non per restare», ha spiegato all’Afp una sudsudanese in attesa di un aereo verso la Finlandia.
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