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Estero
Il Golfo produce il 40% dell'acqua desalinizzata del mondo
Oggi 10-03-26, 16:29
AGI - I Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo sono i maggiori produttori di acqua desalinizzata: oltre il 40% della produzione mondiale e il 60% degli impianti del mondo per dissalare l'acqua marina è nella regione. L'Arabia Saudita è già oggi il più grande produttore di acqua dissalata al mondo con 22,9 milioni di metri cubi al giorno. Secondo i dati raccolti dal Global Water Intelligence, un centro di analisi specializzato, il paese è al primo posto seguito dagli Stati Uniti con 15,5 milioni di metri cubi e dalla Cina con 12,2 milioni di metri cubi. Dipendenza e vulnerabilità degli impianti L'Arabia Saudita è al primo posto a livello mondiale per capacità, seguita dagli Emirati Arabi Uniti. Gli impianti di desalinizzazione negli Emirati forniscono più del 90% dell'acqua potabile per la popolazione locale, così come in Kuwait; in Oman l'86% e in Arabia Saudita il 70%. Un attacco mirato contro questi impianti di desalinizzazione potrebbe causare una crisi umanitaria grave e immediata, perché milioni di persone dipendono da tali infrastrutture. Consumo energetico e impatto ambientale Gli impianti consumano grandi quantità di energia ed emettono grandi quantità di gas serra. A seconda del livello di salinità e del metodo di desalinizzazione utilizzato, la desalinizzazione richiede un elevato consumo di energia che, ad esempio nel caso dell'osmosi inversa (il metodo più diffuso), varia da 2,5 a 4,0 kWh per metro cubo. Ciò significa che l'impianto Ghubrah 3 dell'Oman, con una capacità di 300.000 metri cubi al giorno, emetterebbe almeno 295 tonnellate di anidride carbonica al giorno, equivalenti a 69 autovetture a benzina guidate per un anno. Impatto su falde acquifere e ambiente marino Un ulteriore problema riguarda l'impatto sulle falde acquifere, soprattutto se un impianto di desalinizzazione viene costruito nell'entroterra: eventuali perdite dalle condutture possono provocare l'infiltrazione di acqua salata, e quindi diventano un pericolo per le falde. Inoltre, tali impianti hanno anche impatti sull'ambiente marino a causa dello scarico della salamoia residua e dunque contribuiscono all'aumento della temperatura dell'acqua.
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