s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Missili sugli Emirati. La Turchia schiera i Patriot. L'Iran a Trump: "Attento a non essere...
Oggi 10-03-26, 18:09
AGI - Il presidente americano, Donald Trump, dopo aver annunciato ieri che "la guerra potrebbe finire presto", oggi lascia intendere la disponibilità a parlare con gli iraniani pur ribadendo il suo malcontento per la scelta di Mojtaba Khamenei a Guida suprema. "Non credo potrà vivere in pace", ha sentenziato. Il suo inviato per il Medio Oriente, Steve Witkoff, è pronto a recarsi la prossima settimana in Israele ma pone l'interrogativo su "quanto potranno essere produttivi i colloqui con Teheran". "Il presidente vuole sempre parlare, vediamo se gli iraniani lo vorranno", ha detto l'emissario Usa alla Cnbc. Sul fronte militare, il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, ha intanto avvertito che "oggi ci saranno gli attacchi più intensi dall'inizio della guerra" ma non comunica scadenze per l'intervento. "È una decisione che spetta al presidente, lui sceglie quanto premere sull'accelerare e noi siamo al suo servizio", ha evidenziato il capo del Pentagono. Da Teheran non traspare grande volontà di dialogo, almeno a giudicare delle parole di Ali Larijani, segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale. "Il popolo dell'Ashura in Iran non ha paura delle vostre vuote minacce", ha scritto su X. "Nemmeno persone più grandi di te potrebbero eliminare la nazione iraniana. Fai attenzione a non essere eliminato tu", ha ammonito rivolgendosi proprio al capo della Casa Bianca. Va segnalato tuttavia che nel corso della giornata il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, volto della diplomazia iraniana, oggi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo russo, Sergei Lavrov, con il proposito si spingere per una de-escalation. Ieri Trump ha parlato al telefono per un'ora proprio con il presidente russo, Vladimir Putin. La volontà di dialogo dell'Iran secondo Trump In un'intervista a Fox News, il capo della Casa Bianca ha affermato di aver sentito che i dirigenti iraniani "hanno molta voglia di parlare", circostanza però smentita da Teheran. Alla domanda se sarebbe disposto ad avviare colloqui con l'Iran, il presidente ha risposto: "È possibile". "Dipende a quali condizioni. Possibile, solo possibile A pensarci bene non c'è più bisogno di parlare, ma è possibile", ha aggiunto. L'offensiva militare e i risultati Secondo il Pentagono, dall'inizio dell'offensiva il 28 febbraio sono stati colpiti oltre 5 mila obiettivi sul territorio iraniano. "Il risultato così presto ha superato di gran lunga le aspettative", ha detto Trump, sostenendo che il primo attacco statunitense avrebbe neutralizzato il 50% dei missili iraniani. "Se non lo avessimo fatto, sarebbe stata una battaglia molto più dura", ha aggiunto confermando la sorpresa per la capacità iraniana di reagire contro i vicini del Golfo e contro Israele. La successione di Khamenei e il prezzo del petrolio Trump ha detto di essere rimasto deluso dalla decisione dell'Iran di nominare Mojtaba Khamenei come successore di suo padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, come leader supremo. Khamenei era stato ucciso il primo giorno della guerra, ma Trump non ha risposto direttamente a una domanda sul fatto che il figlio, Mojtaba, potrebbe incontrare la stessa sorte. "Sono rimasto deluso", ha detto a proposito della nomina, "perché pensiamo che porterà gli stessi problemi per il Paese". Il prezzo internazionale di riferimento del petrolio, sotto i 70 dollari a febbraio, intanto era balzato brevemente a quasi 120 dollari domenica notte, per poi calare dopo che i Paesi del G7 hanno dichiarato di valutare un intervento per far scendere i prezzi. È sceso di nuovo dopo le dichiarazioni di Trump alla CBS, chiudendo la giornata sotto i 90 dollari. Il futuro incerto del conflitto e le vittime Ma la domanda resta sospesa: quando finirà la guerra? L'andamento del prezzo del petrolio potrebbe avere un peso, anche perché Trump teme che il crollo di popolarità si allarghi. Chi lo conosce bene, come il suo ex consigliere alla sicurezza nazionale e adesso severo critico John Bolton, dice che Trump a un certo punto annuncerà la fine della guerra, anche se la situazione non sarà cambiata, e proclamerà di aver vinto. Ma intanto la risposta dell'Iran non si ferma. I soldati americani morti sono saliti a sette. Nuovo colloquio Putin-Pezeshkian, "subito de-escalation" Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto una "rapida de-escalation" del conflitto in Medio Oriente durante una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano Masoud Pezeshkian, il giorno dopo un colloquio con Donald Trump. "Il presidente russo ha ribadito la sua posizione di principio a favore di una rapida de-escalation del conflitto e della sua risoluzione attraverso mezzi politici", ha dichiarato il Cremlino in una nota, aggiungendo che Pezeshkian, da parte sua, ha ringraziato la Russia "per il suo sostegno e in particolare per gli aiuti umanitari forniti all'Iran". GB: cacciatorpediniere Mhs Dragon lascia il porto di Portsmouth diretto a Cipro Il cacciatorpediniere britannico 45 HMS Dragon ha lasciato il porto di Portsmouth in Inghilterra per dirigersi verso il Mediterraneo orientale. Lo ha appreso Sky News. Il governo di Keir Starmer aveva annunciato la settimana scorsa che la nave sarebbe stata schierata nelle acque di Cipro dopo l'attacco con droni che aveva preso di mira una base britannica della Raf. Media: governo iraniano non ha ancora contatti con Mojtaba Khamenei Una fonte governativa di alto livello ha dichiarato a IranWire che il presidente Masoud Pezeshkian non ha avuto alcuna comunicazione con Mojtaba Khamenei dalla sua nomina a Guida Suprema della Repubblica islamica e che non ha una conoscenza chiara delle sue condizioni attuali. "Non abbiamo informazioni sulla situazione di Mojtaba Khamenei. I ministri del governo non hanno sue notizie e, per quanto ne so, lo stesso signor Pezeshkian non ha avuto contatti con Sua Eminenza l'Ayatollah Mojtaba Khamenei. Secondo questa fonte, l'amministrazione Pezeshkian si trova attualmente in uno stato di "grave disordine" a causa delle condizioni di guerra in corso. Tuttavia, "i Guardiani della Rivoluzione stanno operando con grande coordinamento". Le preoccupazioni sono particolarmente significative perché il 20 marzo si celebra il Nowruz, il Capodanno persiano, in cui tradizionalmente i dipendenti pubblici ricevono, insieme allo stipendio, anche i bonus di fine anno. "L'instabilità del governo è così grave che non è chiaro se gli stipendi dei dipendenti potranno essere pagati entro Nowruz. Ci aspetta un Nowruz desolante", ha detto una fonte interna al governo a IranWire. Witkoff, probabile visita in Israele la prossima settimana L'inviato del presidente americano, Donald Trump, in Medio Oriente, Steve Witkoff, ritiene "probabile" che la prossima settimana si rechi in Israele. Lo ha detto alla Cnbc. Ondata di missil contro Israele, sirene a Gerusalemme Quarta ondata di missili iraniani contro Israele. Sirene sono risuonate nel nord e nel sud del Paese, compresa Gerusalemme, così come in Cisgiordania. Parigi, Hezbollah deponga le armi e Israele si fermi La Francia ha esortato Hezbollah "a deporre le armi" e Israele "ad astenersi da qualsiasi intervento su larga scala" in Libano. Il ministero degli Esteri, in una nota alla vigilia di una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, ha espresso "profonda preoccupazione" per l'escalation di violenza nel Paese dei Cedri. Stop attività della raffineria Ruwais dopo l'attacco di un drone La raffineria di Ruwais, una delle piu' grandi al mondo, situata negli Emirati Arabi Uniti, ha interrotto le operazioni per "precauzione" dopo che un drone ha colpito il complesso industriale che ospita l'impianto. Lo ha riferito una fonte che non ha specificato se la raffineria sia stata colpita. La compagnia petrolifera statale Adnoc descrive il suo impianto di Ruwais come "la quarta raffineria a sito unico piu' grande al mondo". Merz, nessun piano chiaro per porre fine alla guerra Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha dichiarato di non vedere "alcun piano comune" da parte di Stati Uniti e Israele per "porre fine rapidamente e in modo convincente" alla guerra scatenata dalle loro operazioni militari contro Iran. "Molti di questi obiettivi fissati dagli americani e dagli israeliani sono anche i nostri, ma ogni giorno di guerra solleva nuove domande", ha affermato Merz in una conferenza stampa a Berlino. Il capo del governo tedesco ha sottolineato che non vede "alcun interesse in una guerra senza fine" ne' in una "messa in discussione dell'integrità territoriale" dell'Iran. Lavrov sente Araghchi, accelerare su de-escalation Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, a favore di "una accelerata de-escalation e il ritorno al piano politico e diplomatico". Teheran a Erdogan, non abbiamo lanciato noi i missili L'Iran ha negato di avere lanciato missili contro la Turchia. Il presidente Massoud Pezeshkian lo ha assicurato al suo omologo turco, Recep Tayyp Erdogan durante una telefonata. Lo riferisce l'agenzia Tasnim. "Durante la conversazione, il presidente iraniano ha respinto le accuse diffuse da alcuni media secondo cui l'Iran ha lanciato attacchi missilistici contro la Turchia", si legge in una nota ufficiale. Pezeshkian ha proposto di formare un team congiunto per esaminare le accuse, "per impedire che la propaganda ostile influenzi le relazioni tra i due paesi". Hegseth, le raffinerie iraniane erano obiettivo di Israele non degli Stati Uniti "Israele è stato un partner davvero forte in questo sforzo, dove i suoi obiettivi erano diversi, li ha perseguiti. In definitiva, noi siamo rimasti concentrati sui nostri. Nel caso particolare, quello non era nostro, quelli non erano i nostri attacchi, o quell'obiettivo, o quello non era necessariamente nostro obiettivo". Lo ha dichiarato il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, rispondendo in conferenza stampa alla domanda sulla scelta di Israele di bombardare le raffinerie in Iran. "Il presidente ha chiarito di fronte a queste preoccupazioni che non ci stiamo facendo trascinare in nessuna direzione. Stiamo guidando. Il presidente sta guidando. Sta determinando dove vogliamo andare, quale sarà il risultato, qual è lo stato finale, con un occhio molto attento", ha aggiunto. Hegseth, oggi il giorno degli attacchi più intensi contro l'Iran Il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha affermato che oggi sarà "il giorno di attacchi più intensi" contro l'Iran dall'inizio della guerra, il 28 febbraio. "Il maggior numero di caccia, bombardieri e attacchi", ha dichiarato il Segretario durante una conferenza stampa al Pentagono. "Non ci arrenderemo finché il nemico non sarà completamente e definitivamente sconfitto", ha aggiunto. Trump, potrebbe essere possibile tornare a parlare con l'Iran Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto al corrispondente di Fox News che "potrebbe essere possibile parlare" con gli iraniani. "Se ci pensi bene, in un certo senso non dobbiamo più parlare, ma è possibile", ha affermato. Larijani a Trump, attento a non essere cancellato tu Alì Larijiani ha respinto al mittente le minacce del presidente americano Donald Trump di colpire l'Iran venti volte più forte. "Il popolo dell'Ashura in Iran non ha paura delle vostre vuote minacce", ha scritto su X il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale. "Nemmeno persone più grandi di te potrebbero eliminare la nazione iraniana. Fai attenzione a non essere cancellato tu", ha ammonito. Trump: "Non credo che Mojtaba Khamenei possa vivere in pace" Il presidente americano, Donald Trump, parlando con il corrispondente di Fox News ha ribadito di "non essere felice" della nomina di Mojtaba Khamenei a Guida suprema dell'Iran e ha aggiunto: "Non credo possa vivere in pace". L'Iran intensifica gli attacchi contro il Qatar, colpite infrastrutture civili Il Qatar ha accusato l'Iran di aver intensificato gli attacchi alle sue infrastrutture civili. Un attacco missilistico contro il Qatar è stato respinto dall'antiaerea dell'emirato. Lo ha reso noto il ministero della Difesa dopo che era stato diramato un allarme di "elevata minaccia" e sulla capitale Doha erano state avvertite violente esplosioni. Lo riporta al-Jazeera. Idf, colpito un sito di ricerca su armamenti e un tunnel dei Pasdaran Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno reso noto di aver colpito preso di mira nei bombardamenti della notte scorsa un complesso sotterraneo dove si svolgevano ricerca e sviluppo di armi, e un passaggio sotterraneo nel complesso dove le forze armate della Guardia Rivoluzionaria conducono test per la produzione di missili balistici. A quanto riferito in una nota, il complesso sorge nel cuore dell'università militare centrale Imam Hussein delle Guardie rivoluzionarie, utilizzata come risorsa di emergenza e luogo di riunioni per attivita' operative. Media, una petroliera esplode a largo di Abu Dhabi Una petroliera è esplosa al largo di Abu Dhabi. Lo riferisce il tehran Times. Idf, nuova ondata di attacchi a Teheran Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver lanciato una massiccia ondata di attacchi a Teheran. Obbiettivo, si legge in una nota, "le infrastrutture del regime terroristico iraniano". Teheran, danneggiato il palazzo Chehel Sotoun a Isfahan Il palazzo Chehel Sotoun di Isfahan, patrimonio mondiale dell'umanità, è stato danneggiato dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Dopo aver colpito il palazzo Golestan a Teheran, gli Stati Uniti e Israele hanno danneggiato un altro sito del patrimonio culturale di eccezionale importanza universale nella città di Isfahan: il Palazzo Chehel Sotoun, un sito patrimonio dell'umanità Unesco, in piazza Naqsh-e Jahan", ha scritto su X. "Questo capolavoro safavide non è solo parte del patrimonio culturale e civile dell'Iran, ma anche un tesoro culturale appartenente a tutta l’umanità", ha ricordato. "Il mondo non può restare in silenzio mentre i crimini brutali degli aggressori minacciano il patrimonio comune dell’umanità", ha ammonito Il Cremlino, collaborazione con l'Iran sull'intelligence? Nessun commento Il portavoce del Cremlino, Dmitrry Peskov, non ha voluto commentare le indiscrezioni secondo cui l'intelligence russa sta aiutando l'Iran a contrastare gli attacchi di Stati Uniti e Israele. Raid di Israele a Tiro, nel Libano meridionale Le forze armate israeliane hanno lanciato un attacco vicino alla città di Tiro, nel Libano meridionale, dopo aver diffuso avvisi di evacuazione per imminenti raid contro infrastrutture di Hezbollah. Nel mirino, la zona di Abbassiyeh, ha dichiarato l'agenzia di stampa statale National News Agency. L'Idf aveva diffuso avvertimenti per Tiro e Sidone. I Paesi Golfo tagliano la produzione giornaliera di petrolio I principali paesi del Golfo stanno tagliando drasticamente la produzione giornaliera di petrolio mentre la crisi nello Stretto di Hormuz blocca il traffico marittimo e sconvolge i mercati dell'energia. L'Arabia Saudita ha ridotto la produzione di petrolio tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, e gli Emirati Arabi Uniti hanno realizzato un taglio di 500-800.000 barili al giorno. Lo riferisce Bloomberg News citando persone a conoscenza della questione. Anche il Kuwait ha ridotto la produzione di mezzo milione di barili al giorno, e l'Iraq di circa 2,9 milioni. Il presidente del Parlamento iraniano: non cerchiamo la tregua, il nemico impari la lezione Il presidente del Parlamento, Mohammad Baqer Qalibaf, ha confermato che l'Iran non sta cercando una fine delle ostilità con Stati Uniti e Israele, ma anzi intende infliggere ai nemici una dura lezione. "Non stiamo assolutamente cercando un cessate il fuoco. Crediamo che l'aggressore debba essere colpito in faccia per imparare la lezione e non pensare mai più di attaccare l'Iran", ha dichiarato a quanto riportano i media iraniani.
CONTINUA A LEGGERE
0
0
0
