s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Kristi Noem, la lady di ferro Usa anti-migranti
Oggi 28-01-26, 04:06
AGI - Uno scatto in posa senza esitazioni davanti a detenuti ammassati nella famigerata mega-prigione salvadoregna del Cecot: l'immagine di Kristi Noem, segretaria per la Sicurezza interna, è diventata uno dei simboli più evidenti dell'intransigenza dell'amministrazione Trump contro l'immigrazione irregolare. "Noem rimane al suo posto" Ma proprio quelle metodologie muscolari che l'hanno resa un'icona del trumpismo stanno oggi attirando critiche sempre più forti. La caduta dell'ex governatrice del South Dakota, 54 anni, non è ancora realtà, il presidente Donald Trump ha confermato che "sta facendo un ottimo lavoro" e che "rimane al suo posto". Tuttavia, dopo la morte sabato a Minneapolis di un secondo cittadino statunitense ucciso da un agente federale, il capo della Casa Bianca ha inviato sul posto del suo uomo forte per le espulsioni, Tom Homan, precisando: "Tom è severo ma giusto e risponderà direttamente a me". Tensioni con Homan Noem ha accolto con favore l'annuncio su X, ma da mesi i media riferiscono di tensioni tra la segretaria e Homan, in particolare sull'ampiezza e sugli obiettivi delle retate di massa contro i migranti decise dalla Casa Bianca. La portavoce presidenziale Karoline Leavitt ha però escluso qualsiasi ridimensionamento del ruolo della ministra, assicurando che Noem "gode della piena fiducia del presidente" e continua a supervisionare l'intero dipartimento per la Sicurezza interna e la politica migratoria su scala nazionale. "Legittima difesa" Dopo la morte dell'infermiere Alex Pretti, ucciso sabato da un agente della polizia di frontiera, Kristi Noem ha invocato immediatamente la legittima difesa per l'autore degli spari. Una posizione già adottata in precedenza dopo l'uccisione di Renee Good, colpita a morte il 7 gennaio a Minneapolis da un agente dell'Ice, una ricostruzione rapidamente messa in discussione dall'analisi dei video della sparatoria. La mozione di impeachment In seguito al caso Good, una deputata democratica alla Camera ha presentato una mozione di impeachment contro la ministra, che lunedì aveva già raccolto 120 cofirmatari, oltre la metà dei democratici dell'aula. Il profilo di Noem è segnato anche da uno scontro con la magistratura. In novembre, chiamata a spiegare perché l'amministrazione avesse ignorato un ordine di un giudice federale che imponeva di sospendere le espulsioni verso El Salvador in base a una legge d'emergenza del 1798 sui "nemici stranieri", la Casa Bianca ha riconosciuto che la decisione era stata presa direttamente dalla ministra. "Caccia agli immigrati illegali" Pochi mesi dopo, Noem si era recata proprio al Cecot, facendosi fotografare davanti alle celle. "Il presidente Trump e io abbiamo un messaggio chiaro per i criminali immigrati illegali: andatevene ora. Se non lo farete, vi daremo la caccia, vi arresteremo e potreste finire in questa prigione salvadoregna”, aveva scritto sui social, accompagnando il messaggio con le immagini del carcere. Un pilastro del Maga Madre di tre figli, cresciuta in un ranch, Kristi Noem è considerata uno dei pilastri del movimento Maga, l'ala più fedele a Trump del Partito repubblicano. Difende posizioni ultraconservatrici su tutti i temi divisivi — dall'aborto alle armi da fuoco, fino all'immigrazione — spesso mettendosi in scena personalmente. La cagnolina abbattuta perché indomabile Per un periodo era stata indicata come potenziale candidata alla vicepresidenza per le elezioni del 2024. Le sue ambizioni si sono però sgonfiate dopo le polemiche suscitate da un passaggio delle sue memorie, in cui raccontava di aver abbattuto la sua giovane cagnolina, "Cricket", ritenuta indisciplinata e "indomabile". Il racconto aveva provocato un'ondata di indignazione in un Paese molto sensibile al tema degli animali domestici. Noem aveva spiegato quell'episodio come la dimostrazione di essere pronta a fare ciò che ritiene necessario, in politica come nella vita privata, anche quando è "brutto" e "difficile". Un'immagine di durezza che l'ha accompagnata fino all'ultima polemica: a maggio, durante un'audizione al Senato, era stata ridicolizzata dopo aver confuso il principio dell'habeas corpus con un presunto potere presidenziale di espellere migranti senza limiti. Un altro segnale di come, per Kristi Noem, la linea dura sull'immigrazione stia diventando non solo un marchio politico, ma anche una fonte crescente di vulnerabilità.
CONTINUA A LEGGERE
7
0
0
