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Condannato "senza movente, arma e Dna", l'accusa dei i legali di Stasi
19-03-2025, 13:49
C'è un innocente in carcere per il delitto di Chiara Poggi? I legali di Alberto Stasi, il fidanzato della vittima condannato in via definitiva per l'omicidio di Garlasco, Antonio De Rensis e Giada Bocellari, sono ospiti di Federica Panicucci a Mattino 5, mercoledì 19 marzo. Con una nuova perizia genetica sul Dna trovato sulle mani della vittima hanno fatto riaprire le indagini su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Ma nella puntata di parte dalla condanna di Stati, che per la giustizia resta il responsabile del delitto dopo una tortuosa storia giudiziaria. Con quale movente è stato condannato? Si è parlato a lungo del fatto che Chiara potesse aver scoperto le foto a luci rosse conservate da Alberto sul pc. "Questo è stato un grande cavallo di battaglia" dell'accusa, spiega Bocellari, "è passato questo concetto, ma tutti dimenticano che c'è una perizia informatica che è stata svolta su ordine del giudice in primo grado, che ha proprio verificato questo". Cosa risulta? "Ha verificato che Chiara sì usa il computer di Stasi per una decina di minuti all'incirca la sera prima. Ha copiato su una chiavetta USB le foto della vacanza di Londra, poi ha guardato altre due cartelle, ma non ha guardato la famosa cartella 'militare', quella in cui c'erano effettivamente delle immagini pornografiche" ha detto l'avvocato che ha ricordato come Stasi sia stato "assolto con formula piena, sia sotto il profilo soggettivo che soggettivo" dall'accusa di avere materiale pedopornografico sul pc. Il legale rimarca: "La sentenza anche che lo condanna, cosa si dice sul movente? Si dice che Chiara Poggi è stata uccisa perché era diventata pericolosa per un motivo rimasto sconosciuto. Insomma, il movente non esiste". Quindi, conclude, Stasi sarebbe stato condannato senza un movente, senza l'arma del delitto e senza il Dna sulla scena del crimine. E Andrea Sempio? Quale potrebbe essere il suo movente? "Non ne ho idea, le indagini che sono in corso saranno volte, immagino, anche ad approfondire tutti gli aspetti collaterali, oltre che raccogliere eventuali elementi indiziari e probatori. Non mi sento assolutamente di esprimere un'opinione in merito". De Rensis aggiunge un elemento di un certo rilievo sulle indagini all'epoca dei fatti: "Forse l'errore è stato quello di non pensare se qualcun altro poteva avere un rapporto, avere qualche dissidio con Chiara o essere potuto entrare in contrasto, ma si è cercato solo il movente per Alberto, chissà, forse potrebbero esserci altri moventi". Senza contare che "quando vengono svolte le indagini preliminari, siamo nel 2007-2008, secondo il medico legale Chiara Poggi era morta tra le 10.30 e le 12.30, con maggior centratura tra le 11.00 e le 11.30, quindi è chiaro gli alibi sono stati verificati per quella fascia oraria", afferma Bocellari. "Quando poi nel 2009 con Stasi a processo si scopre che aveva un alibi, perché alle 9.35 stava sul computer, spostano l'ora della morte indietro...".
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