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L'asse Formigli-Domani e i dossier illegali di Striano. La macchina del fango per spiare il nostro editore
01-04-2025, 07:53
L'inchiesta sul dossieraggio finisce nel porto delle nebbie e gli spioni riesumano la macchina del fango per zittire i giornali. È così che Piazzapulita di Corrado Formigli mette in scena su La7 di Urbano Cairo una nuova e stravagante puntata di quel verminaio sotto la lente delle Procure e dell'Antimafia. L'obiettivo stavolta è il gruppo editoriale della famiglia Angelucci, che riporta sotto i riflettori quello spionaggio ordito dal finanziere Pasquale Striano in concorso con l'ex pm Antonio Laudati e tre cronisti di Domani. Perché, come in una tela di Arianna, l'attacco è il frutto, ancora una volta, di quei reati contestati a Striano&Co. Nell'ultima puntata, in studio con il conduttore c'era il direttore del quotidiano di Carlo De Benedetti, Emiliano Fittipaldi, giornale finito sotto la lente investigativa del procuratore di Perugia Raffaele Cantone. Perché è proprio a quel team delle inchieste che il servitore dello Stato, accusato di aver setacciato e sottratto decine di migliaia di file riservati dai sistemi analisti, ha inviato una mole mastodontica di documenti sensibili e file coperti da segreto. Peccato che tra questi vi fossero decine di accessi illegali per procurarsi centinaia di documenti riservati per colpire Antonio Angelucci, editore de Il Tempo, Libero e Il Giornale, nonché parlamentare della Lega. Non è un caso che, oltre al finanziere e all'ex pm, nel registro degli indagati siano ancora oggi iscritti anche Giovanni Tizian, Nello Trocchia e Stefano Vergine, tutti accusati di concorso in accesso abusivo alle banche dati e rivelazione del segreto. Gli atti raccontano un team operoso, con Striano intento a scandagliare le vite di oltre trecento insospettabili, tra politici del centrodestra e vip, e a fare incetta di qualsiasi tipo di documentazione, dalle Sos ai dati personali e bancari, da inviare ai suoi amici giornalisti che poi cucinavano esclusive in momenti cruciali della vita democratica del Paese, come le elezioni presidenziali o la formazione del governo. Una clava mediatica, che partiva da via Giulia e arrivava a Domani, per eliminare gli avversari politici attraverso ricostruzioni, spesso rivelatesi infondate. Un'attività andata avanti almeno dal 2018 per quattro anni, in cui al solo Tizian vengono inviati ben 337 documenti coperti da segreto, e che a un tratto mette sotto la lente Angelucci. Il 19 agosto 2022, come rilevano gli inquirenti nelle carte, il finanziere spione, che nel diario trovato nel pc aveva creato un word sull'editore, invia a Tizian con WeTransfer il messaggio con la dicitura "angelucci", che contiene il file denominato "SIDDA.SIDDA_OOLE.1834622" comprensivo di 92 documenti. Una cartella che Tizian scarica lo stesso giorno. All'interno c'è di tutto, migliaia di pagine: rapporti bancari, informative, annotazioni di servizio, relazioni di polizia e perfino intercettazioni telefoniche, ambientali e informatiche di persone che nulla hanno a che vedere con la famiglia del parlamentare. Tre giorni dopo, alle 11.49, Striano si intrufola nuovamente nel sistema per controllare un'altra Sos su Angelucci, che apre alle 11.52. E il 17 settembre Domani comincia l'attacco al nostro editore. Gli inquirenti coordinati da Cantone, dall'analisi del pezzo a firma Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian, accertano che l'esclusiva, già all'epoca, sarebbe frutto dell'azione illecita degli spioni, perché rilevano «che il testo dell'articolo cita alcuni passaggi contenuti nella segnalazione di operazioni sospette UF202200000000523512», la stessa che Striano ha setacciato illegalmente. Non solo: riportano tutti i passaggi che i giornalisti avrebbero copiato dalla Sos. Un metodo di lavoro che sembra interrompersi nell'ottobre di quell'anno, perché il presunto dossieraggio subisce un duro colpo: Striano&Co vengono indagati a seguito di un esposto del ministro Guido Crosetto, che avendo scoperto gli accessi illeciti al suo nominativo scoperchia il vaso di Pandora. Striano viene subito rimosso da capo della squadra Sos della Dna, su ordine del nuovo procuratore Giovanni Melillo, subentrato all'era del pentastellato Federico Cafiero De Raho. E la macchina del fango si inceppa. Almeno finché a Cantone, ormai sulle tracce di complici e mandanti di quel sistema di dossieraggio che aveva la sua base nella Superprocura voluta da Giovanni Falcone, viene sfilata l'inchiesta, passata per competenza a Roma pochi mesi fa. Quasi dimenticata, perché i pm capitolini non ci hanno messo ancora le mani sopra, tanto che il Parlamento e la Commissione parlamentare Antimafia lanciano appelli affinché il più grande scandalo della Repubblica non si perda nel porto delle nebbie. Ed è proprio in questo vuoto d'indagine che ricompaiono i file illeciti, che stavolta mettono in scena una stravagante ricostruzione ospitata da Corrado Formigli a PiazzaPulita, sulla rete dell'editore Cairo. In studio proprio i protagonisti dell'inchiesta di Cantone: il direttore Fittipaldi e il cronista inquisito Tizian. Nel nuovo tandem con il programma di La7, nel quale i riferimenti ai dossier illegali sono più d'uno. E sono proprio quelli che hanno portato gli spioni sul registro degli indagati.
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